LA CITTÀ DELL’IRREDENTISMO

Fabio Amodeo introduce Simona Colarizi insegna Storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza

Il 20 dicembre 1882 Guglielmo Oberdan fu impiccato nel cortile interno della caserma di Trieste. Per gli austriaci era un traditore che aveva attentato alla vita dell’Imperatore; per gli italiani era un patriota ‘morto santamente per l’Italia’. Un eroe, dunque, un martire che indicava il compimento del Risorgimento nazionale nella Grande guerra del ’15-’18, non a caso designata come la quarta guerra di indipendenza per la liberazione di tutte le terre ancora “irredente”. Tra queste anche Trieste che aveva atteso con impazienza, secondo una interpretazione messa in discussione, la sua “redenzione”.